Star Wars episodio 7, spoiler e Harry Potter

Attenzione. Il testo che segue contiene spoiler sul settimo episodio di Star Wars: chi è vivo, chi è morto, chi è figlio di chi, eccetera. Quindi se non siete ancora andati al cinema salvatevi questo link per un altro momento. Non voglio ferire i sentimenti di nessuno.

Ciao.

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Io voglio parlare di Han e di suo figlio Ben. Solo di loro. Non dirò nulla sulla scarsa credibilità del supercattivo che sembra un Voldemort brutto seduto su un trono di spade, no. Ma dirò che quando Han entra nel Falcon e dice a Chewby “Siamo a casa” noi abbiamo applaudito.

Han Solo

Star Wars è un misto di speranza nel futuro, malinconia del passato, complicati rapporti genitori-figli e boom boom boom. Esci dal cinema e sei felice che ce ne sia ancora, di Star Wars. E non è perché una spada laser a caso ti emoziona, ma perché sei affezionato ad un mondo creato appositamente per rischiare la distruzione ogni due per tre; perché tutti avremmo voluto avere un droide carino come BB8; perché nonostante il lato oscuro ogni volta tenti di annientarci noi continuiamo a combatterlo, non ci arrendiamo mai.

bb8

Parlando con l’Ale, la mia compagnuccia di cinema stellare, abbiamo deciso che quello che ci è piaciuto di più di questo settimo capitolo (a parte il pollice su di BB8 che ha vinto ogni cosa) sono le supposizioni che abbiamo fatto dopo la visione, perché forse le cose non sono quelle che sembrano. J.J. non può aver messo in scena soltanto un altro conflitto padre-figlio, un altro tradimento, un’altra morte che si rifà alla fine di Kenobi.

Qui cominciano le supposizioni, altrimenti conosciute come pippe mentali.

Dall’ultima volta che avevamo visto Han Solo sono successe cose come Harry Potter.

Severus_Snape_casting_the_Killing_Curse_on_Albus_Dumbledore

Per quanti romanzi (o film) abbiamo detestato Severus Piton? Piton ha ucciso Silente perché doveva farlo. Tutto il necessario, per un bene superiore. E dopo averlo detestato per migliaia di pagine ci è bastato pochissimo per innamorarcene alla follia: un paio di ricordi, la verità, la sofferenza nell’essere il più fedele di tutti. Un eroe sotto copertura.

Quando Kylo Ren si è tolto la maschera ho pensato che un attore più brutto non lo potevano scegliere. È probabile che la sua bruttezza sia al servizio della misdirection, dovevano essere sicuri che il figlio perduto di Han e Leia non ci sarebbe piaciuto e il primo passo è che sia brutto. Poi che sia cattivo. E alla fine che ammazzi il padre. Non c’è possibilità di empatia con uno così, eppure non è un cattivo convincente. Ma stiamo parlando di Star Wars e non dello spettacolo di Natale dell’oratorio quindi deve esserci dell’altro e ce lo racconteranno nella backstory (credo, spero).

Kylo-Ren-In-Star-Wars

Ben ha le lacrime agli occhi. Chiede aiuto al padre per fare la cosa giusta (e dice di non sapere se ha la forza di farla). È capace di uccidere il proprio padre ma poi fa quasi fatica a tenere testa a Rey (la cugina?), una tipetta in gamba, per carità, ma che non ha ricevuto mai nessun addestramento. E se la scrittura del personaggio di Ben si rifacesse al “modello Piton”? Se il suo passaggio al lato oscuro fosse l’unico modo per controllare da vicino quel Voldemort gigante assiso sul trono del Male? Se il saluto di Han a Leia prima di quest’ultimo viaggio fosse un addio consapevole (almeno da parte di Han)? 

Boh, così mi piace.

Ciao,

che la forza sia con voi.

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