Ecco perché eravamo Charlie

Forse dovremmo cogliere l’occasione per imparare qualcosa. C’era di sicuro un altro modo per dirlo, non riesco nemmeno a guardarla sta vignetta tanto è terribile, e non è questione di cinismo, indelicatezza o maleducazione, le tragedie non fanno ridere MA la satira è una roba amara, non è comicità, non deve far ridere e rassegniamoci: non è per tutti (in alcuni casi nemmeno per chi la fa).

Tutti ricordiamo le cazzate che abbiamo letto e/o scritto (dal karma alla magnitudo ritoccata). Quando lo diciamo tra di noi che facciamo cose ad minchiam va tutto bene, se ce lo dicono gli altri ci girano le palle. Com’è che si dice? I panni sporchi si lavano in casa? Purtroppo, PURTROPPO, la lasagna un po’ ci rappresenta. Anzi, poteva andare peggio. Le polpette sono quanto di più culinario somigli al nostro nascondere la polvere sotto al tappeto, all’inciucio, al mischietto, al rimpasto. Al palazzo del governo dell’Aquila. Possiamo considerare il fatto che i vignettisti di Charlie Hebdo non stessero perculando i nostri morti ma the Italian way?

Ciò non significa che quella vignetta non mi ferisca. Forse perché qualche strato di quella lasagna, qualche morto insomma, si poteva evitare. A Senigallia (casa mia) il terremoto del 1930 ha ucciso 14 persone e fatto crollare gli ultimi piani dei palazzi. Ultimi piani che non sono mai stati ricostruiti: i nostri bisnonni hanno avuto paura, hanno accettato di trovarsi in una zona sismica, sulla sabbia, e semplicemente si sono detti che se quei piani non avevano retto al sisma allora non dovevano esserci. E ci hanno messo il tetto. Conoscevano l’ingegneria del 1930.  Le case vennero tutte puntellate, quelle più vecchie oggi hanno in bella vista sulle pareti esterne, delle croci di ferro, rinforzi dell’epoca. Già nel 1909 un articolo del Corriere della Sera spiegava cosa fossero le costruzioni antisismiche, in seguito al terremoto di Messina.

E allora anziché stare qui a indignarci e a dimenticarci che eravamo Charlie perché delle persone erano morte violentemente (e poi perché difendiamo la libertà d’espressione – che non vuol dire essere d’accordo, ok -) come mai non ci domandiamo più spesso che cosa si vede, dalla Luna, dell’Italia? Domani Charlie potrebbe fare una vignetta che ci dice che non facciamo figli e che se li facciamo siamo vecchi e non abbiamo un lavoro per mantenerli. E con chi è che ci dobbiamo arrabbiare, con Charlie? Davvero?

Un’ultima cosa. Senigallia è a circa 120 km da Amatrice, abbiamo percepito distintamente le due scosse più forti, niente di più. La maggior parte dei miei contatti della zona ha risposto al Safety Check di Facebook con la conferma di stare bene, nonostante si potesse scegliere anche di rispondere di non essere nella zona colpita dal terremoto. Dev’esserci un virus che ci fa sentire protagonisti delle tragedie anche quando non lo siamo. Ecco perché eravamo Charlie Hebdo.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s