il (falso) trailer de “lo squalo 19”, come in Ritorno al Futuro

Noi bambini degli anni ’80 abbiamo imparato che gli squali “fiutano” l’odore del sangue grazie alla pubblicità (solo quella) dello Squalo. Per colpa di quel film (noi eravamo vivi solo per il 3 e per il 4) abbiamo avuto una paura fottuta di mettere anche solo un dito nell’acqua del mare se, per caso, avevamo un ginocchio sbucciato.
Quando nel 1989 è uscito il secondo capitolo di Back to the Future da soli due anni avevamo visto lo Squalo 4, e l’impressione era che si potesse andare avanti all’infinito.
Infatti Marty McFly, nel 2015, passa davanti a un cinema che ha in programmazione Jaws 19 (Lo Squalo 19).

Tutti siamo impazienti di accogliere degnamente Marty quando il 21 ottobre ci raggiungerà in quest’epoca, ma la Universal ha fatto di più: ha messo online il (falso) trailer di Jaws 19. Si può vedere qui.

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non abbiamo capito nulla

Torno su, al nord. Da lunedì comincio un tirocinio, una di quelle cose che mi piace tantissimo e non vedo l’ora di fare. Se tutto va come spero prima o poi troverò un lavoro vero, da quelle parti.. Pagherò un affitto in un’altra regione, chissà forse mi ci innamorerò in un’altra regione. Cosa vuol dire? Che avrò rubato quel lavoro a qualcuno che abita proprio di fronte all’ufficio che occuperò? Che quel qualcuno non troverà un appartamento – il più economico possibile – perché l’avrò occupato io? Che quell’uomo con cui mi piacerà spendere un po’ di tempo, e poi vediamo, avrebbe frequentato un’altra?

Forse stavolta ci vorrà più tempo del solito, perché la morte di Aylan assomiglia in tutto e per tutto alla morte di qualsiasi bambino sulla faccia della terra, ma dimenticheremo. Un bimbo carino come un nipote qualsiasi. Uno di quelli che dice male le prime parole, che dà la buonanotte ai peluche, che da grande vuole fare il paleontologo o il pompiere che così guida i camio. Ma già tra qualche ora comincerà a passare. E tra un mese? Tra un anno? Solo ad aprile abbiamo seppellito in mare quasi mille persone, praticamente un paese intero. E poi ancora, e ancora, e ancora.

A volte diamo due euro di elemosina al tipo che ci tende la mano per strada. Ci sentiamo la coscienza più pulita, abbiamo fatto molto più del nostro dovere, torniamo a casa, guardiamo la tele, al cinema ci andiamo domani che oggi siamo stanchi, andiamo a dormire e facciamo sonni sereni. Mentre ogni Aylan di questo mondo è dimenticato, fino a quando non muore. E se avesse avuto sedici anni ci avrebbe fatto meno orrore. Se ne avesse avuti trentatré o cinquanta, non ci sarebbe stata notizia.

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

tra 295 giorni (294, 293, 291…)

Ogni anno, alla fine di agosto, mi sento un po’ di merda. L’estate sta finendo e occorre trovare delle motivazioni valide per continuare a vivere, nonostante autunno, inverno e capodanno siano praticamente dietro l’angolo. Ed è in giornate come questa che vorrei essere un castoro per andare in letargo e riaprire gli occhi solo in primavera, dopo il disgelo, con i pollini che danzano allergici nel cielo senza nuvole, con l’estate più calda degli ultimi 126 anni alle porte, i cieli stellati, le meduse al mare, i mojiti annacquati, il tormentone dell’estate, le zanzare, i matrimoni, le repliche della casa nella prateria

Ma cos’è che si può fare solo grazie alla fine dell’estate? Piccole gioie low cost, ne abbiamo?

#1 – fingere che la prova costume fosse da sempre stata in programma per il 2016

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#2 – cchiù pilu pe’ tutti

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Possiamo non correre dietro alla ceretta e dimenticarci beatamente le pinzette per le sopracciglia a casa. Potremo ricominciare a coltivare il nostro vello quel tanto che basta per fare la ceretta perché magari non tutti se ne sono accorti, ma per strappare il pelo occorre che prima sia cresciuto.

Non dico di ridursi come Madonna, o meglio, sì, riduciamoci malamente come lei, ma non facciamolo vedere a nessuno, diamine.

#3 – andare al concerto di Dario Brunori

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Qui un piccolo ma significativo contributo musicale in tema con la fine di molte cose, tra cui l’estate.

#4 – togliere la nutella dal frigo

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Che si indurisce, diventa opaca, non si spalma. E permetterle di tornare alla sua luminosa cremosità.

#5 – il trucco non cola

trucco sbavato

Ci si può truccare senza che ombretti e fondotinta si mescolino al sudore facendoci sembrare Britney dopo sette piani di scale a piedi (e anni di alcolismo).

#6 – cchiù parcheggio pe’ tutti

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In una città di mare (amore mio Senigallia, che scialo, che bellezza, wow, sto per piangere) d’estate il parcheggio è raro come una nuova canzone dei R.E.M. (me la sono cercata, ora piango davvero), ma finalmente via Manni è nostra!

#7 – mandarini

Le castagne e il vin brulé non mi piacciono, ma valgono lo stesso.

#8 – piove? Chissenefrega!

ombrelli

L’estate piovosa (ricordiamo tutti l’estate del 2014?) è peggio dell’estate finita. Ma se piove a settembre importa poco, suggerisco solo di scegliere bene l’ombrello. C’è un detto che dice:

ombrello che usi, umore che trovi…

#9 – la gente, quasi tutta, ricomincia a vestirsi

vestiti 3

E la nudità stradale diminuisce vertiginosamente. Per fortuna.

#10 – torna in tv la programmazione invernale

Barbara d'Urso 2

Crozza torna a la7 liberandoci da tutto il meglio di che è andato in loop per l’intera stagione estiva. Tornano il giovane Montalbano e How to get away with a murder. Comincia Minority Report. Maria De Filippi e Barbara D’Urso infesteranno gli schermi pomeridiani. X-Factor e prima o poi Sanremo.

Ma tranquilli, come sempre da Natale in poi sarà un inesorabile scivolare verso Carnevale, poi Pasqua e alla fine, prima che ce ne accorgeremo, sarà di nuovo estate, e ancora una volta non ci saremo messi a dieta in tempo.

kepler 452b, una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

terra e keplero

La Nasa se ne esce dicendo che si tratta di “una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni” e devo essere sincera, non ho mica capito subito che si trattava di un pianeta gemello (gemello o cugino?) della Terra.

Ecco come sono andate le cose a casa mia:

#1 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

eternit

  • Mamma mamma, guarda!
  • Che cos’è?
  • Eternit.
  • Ommerda, smaltiscilo immantinente!
  • Tranquilla, non fa male. Non si muore più di tumore.
  • Ah no? Allora dammi una sigaretta.

#2 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

  • Amore, andiamo in ospedale!
  • Perché? È ora? Si sono rotte le acque?
  • No, no, tranquillo. Vorrei solo compilare il modulo di cambio gestante.
  • Cambio gestante?
  • Sì, da oggi puoi partorire al posto mio.

Pregnant Javier Bardem

#3 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

  • Papà corri corri corri.
  • Che c’è?
  • Hai presente quando mi hai detto che alcuni guai non si possono mai sistemare?
  • Mh.
  • Avevi torto
  • Israele e Palestina hanno fatto pace.
  • Prendi il Cabernet di Screaming Eagle del ’92, si brinda.

pace

#4 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

teletrasporto1

  • Mammaaaa! Mi dai il cappotto?
  • Ci sono 39 gradi!
  • Certo, ma ora vado a vedere un’aurora boreale.
  • Sei scema?
  • No mami, parto col teletrasporto delle 15.00!
  • Ah ok. Non fare tardi.

#5 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

  • Raffiiii
  • Oh ma’?
  • Al telefono. Per te.
  • Che palle, chi è?
  • Non so, uno. Ha detto Chit Errinton.

Chit Erinton

#6 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

  • Oh Stimi hai sentito?
  • Che?
  • Ma come che?
  • La notizia del giorno, la cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni.
  • Oh mio Dio no, non so nulla.
  • Dai che ci puoi arrivare!
  • Aspetta…
  • Lo abbiamo sognato tutti.
  • Tutti tutti tutti.
  • Ce l’ho.
  • Spara.
  • Max Pezzali e Mauro Repetto di nuovo insieme?

883 reunion

#7 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

highlander1

  • Fratelloooo!
  • Che ca*** urli?
  • Sparami?
  • Eh?
  • Sparami!
  • Ma sei scema?
  • No, siamo immortali!!!

#8 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

GayMarriage

  • Mammaaaa, io esco!
  • Ammazza quanto sei figa. Dove vai così elegante?
  • A un matrimonio.
  • E chi si sposa?
  • Francesco e Simone.
  • Torni per cena?
  • Solo se il dj mette i lenti.

#9 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

superpanino

  • Raf, che fine ha fatto il gelato al pistacchio?
  • Mangiato.
  • Tutto?
  • Finito.
  • Ma non c’è nemmeno più la confezione di pan di stelle.
  • Mangiati.
  • Tutti?
  • Finiti.
  • Va bè. Vorrà dire che farò merenda con qualcosa di salato.
  • Mangiato.
  • Cosa?
  • Salato. Tutto.
  • Le patatine?
  • Finite.
  • I grissini?
  • Finiti.
  • Toast?
  • Finiti.
  • Prosciutto.
  • Finito.
  • Olive all’ascol…
  • FINITE!
  • Oh, ma co sta storia che non s’ingrassa più però non è che ce puoi fa morì de fame a noi!

#10 È una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni

gufo baby

  • Raf, t’è arrivata una lettera.
  • Una lettera? Non ho utenze a mio nome, che strano!
  • L’ha portata un gufo.
  • E dai!?
  • Giuro. Tieni.
  • ..?
  • Cosa dice?
  • Niente ma’, Hogwarts si scusa per il ritardo, avevano perso l’application. Dicono che posso andare lo stesso quest’anno. Mi servono scopa, calderone e un animale. Posso avere un cucciolo di gufo?

quella volta che nel 2015 ho fatto una cosa anni ’70

Cioè quella volta che io e la mia Amica Xenia siamo salite su due autobus per andare in un posto che non conoscevamo, a casa di gente che non conoscevamo, per assistere al concerto che da quel momento in poi avrebbe cambiato la nostra idea di concerto.

25 giugno 2015

Il centro di Cumiana è esattamente come ti immagini il centro di Cumiana: silenzioso, pulito, con le api. Un tabaccaio, una pizzeria da asporto, l’asilo, la gelateria.

Io e Xenia imbocchiamo la strada che San GPS ci indica, venti minuti a piedi e arriveremo lì, dove forse qualcuno ci aspetta, dove probabilmente troveremo Jack lo squartatore, dove magari faremo amicizia. Non abbiamo la più pallida idea di cosa stiamo andando a fare ma conosciamo a memoria il motivo.

La strada sotto ai nostri passi diventa più ripida, superiamo un piccolo corso d’acqua, qualche auto ci passa accanto e noi le scandagliamo tutte, si sa mai vediamo un tizio con gli occhiali a specchio. San GSP ci abbandona e noi ricominciamo a fare come si faceva da piccoli: a caso. Un cartello dice di svoltare, di lasciare l’asfalto e prendere la terra. Ok. Ci incamminiamo per un sentiero che sembra l’inizio di un bosco.

Sicura che andiamo nel posto giusto?

No.

C’è bisogno di tutto questo bosco?

Non lo so.

Luca mi ha detto di chiamarlo se abbiamo bisogno.

Ancora no, proviamo da sole.

E se ci perdiamo?

Torniamo indietro e ricominciamo.

Dopotutto l’evento si chiama Dargen nel bosco.

Già.

Facciamo qualche passo in più, con la sensazione che se fosse notte incontreremmo un elfo, o un orco, o entrambi.

Chiamiamo Luca?

Non rompiamo subito le palle, giochiamoci il jolly quando non sapremo come fare a tornare a casa.

Ok.

Improvvisamente una voce amplificata riempie l’aria. Dice che la luce non filtra attraverso la mischia

Non mi è mai capitato di sentire con certezza di star percorrendo la strada giusta e chissà se mai mi capiterà di nuovo.

Il passo accelera: discesa salita discesa casa stop.

Non c’è bisogno di guardare Xenia per sentire che è ancora vicino a me. Sospiro.

Un tipo ci guarda e si avvicina. Dovrebbe avere l’aria da chi michia so ‘ste due e invece fa ciao con la mano e chiede:

Xenia? Ciao sono Paolo.

Sorride, Paolo, sembra davvero felice di vederci e non ha nemmeno un po’ l’aria di Jack lo squartatore. Ci accompagna a vedere la Cascina, ci indica il bagno, ci presenta i gattini.

Xenia mi tiene come si tengono i palloncini pieni di elio, io non faccio una piega anche se vorrei saltellare e agitare i pugni in aria e dire yuppidù e abbracciare chiunque mi capiti sotto tiro.

boom baby

Cascina Petre comincia a riempirsi, Petra scodinzola tra gli ospiti, la cena è servita, Luca e Paolo ci presentano tutti, stringiamo mani e aspettiamo. Intorno c’è sempre un bosco che non conosciamo, una casa che non abbiamo mai frequentato, volti che non avremmo mai immaginato di incrociare, eppure tutto sembra diventare naturale.

Ecco Dargen, io e Xenia ci nascondiamo dietro a qualcuno, si battono le mani, siamo timidi: sappiamo, tutti, che questa roba di un cantante vero che viene a casa a fare un concerto vero la racconterai per sempre. Quella sera una quarantina di persone si sono assicurate una storia da raccontare ai nipoti.

Da lì in poi le immagini si fanno confuse:

miao

bau

vabbè se non la sapete cambio

microfono sugli incisivi

tutti uguali

amo Milano

come l’Italia e San Marino

essere non è da me

infartini di gioia

insalata di riso

cucina

famiglia

temperino

dignità

peperoncino

cospargere con l’olio

faccio l’amore a modo mio la sanno tutti

Bud Spencer

quanto ci vuole ancora per finire quella tenda mongola?

vino

ancora voglia di ballare

bachata

Jon Snow

lucciole

bosco

chi l’ha visto

Giorgio

sedie in cerchio

silenzio

parole

nichelino

gatto nel motore

stelle

abbracci

grazie

no, grazie a te.

Questo è il video della serata. Grazie a tante belle persone, a quell’accoglienza che fa sperare in un mondo migliore, a Guestar, e a me e Xenia, che abbiamo fatto una cosa anni ’70 anche se gli anni ’70 non li abbiamo visti.

we know something

Non stavo così dalla morte di Mark Greene.

Non stavo così da quando Robbie ha lasciato i Take That.

Non stavo così da quando Sirius Black… ancora non riesco a dirlo.

La morte di Boromir mi aveva distrutta. La speranza si era riaccesa quando Sean Bean si era trasformato in Eddard Stark.

boromir stark

Oggi si è già detto di tutto su Jon Snow ma se noi italiani siamo un popolo di CT non vedo perché non dovremmo anche essere un popolo di sceneggiatori, critici e opinionisti.

La differenza tra Shonda e Martin c’è, ed è che Derek Shepherd è morto per davvero, Meredith ha staccato la spina, gli abbiamo fatto il funerale, sono passati dei mesi, è nata un’erede. Possiamo elaborare il lutto.

Con Jon invece non abbiamo alcuna certezza, l’abbiamo lasciato lì, né vivo né morto (anche se sembrerebbe più con Ygritte che con noi). Ipoteticamente ci sono ancora 300 giorni di speranza prima dell’inizio della sesta stagione di GoT e appena il Vecchio deciderà di uscire con il nuovo romanzo farà il boom delle vendite. Jon rischia la morte dal momento in cui è stato concepito, per questo il buon Eddard se l’è portato a Winterfell.

Per tutte e cinque le stagioni gli sceneggiatori maledetti del trono di spade hanno lanciato il sasso e nascosto la mano circa le incredibili verità nascoste attorno alla genealogia di Jon.

Eddard gli ha detto che gli avrebbe parlato di sua madre nel loro prossimo incontro. Morto.

Stannis gli ha proposto di prendersi il cognome degli Stark. Morto (?).

Aemon gli ha detto “kill the boy”. Morto.

L’estraneo capo lo ha guardato con bramosia e sfida. Morto da un po’.

Robb gli voleva bene anche se non era proprio proprio suo fratello. Morto.

Ygritte gli ricordava spesso che non sapeva una cippa. Morta.

Jon sembrava destinato a cavalcare uno dei tre draghi, a guidare un esercito di persone libere, ad ammazzare estranei con la forza del sangue Targaryen che gli scorreva nelle vene e invece, tutta quella targarianeità si sarebbe sparpagliata sulla neve di Castle Black.

meme pianto

Melisandre si è chiusa la porta alle spalle dicendo, al solito, che he knew nothing, facendo trasalire le spettatrici attente.

Ghost, il metalupo, ha protetto Sam ma non Jon.

Tormund, dove minchia era?

E poi, possibile che quando il malefico ragazzino schifoso che ha ammazzato anche Ygritte lo ha convocato, uno intelligente come Jon non abbia capito immantinente che si trattava di un’imboscata?

Si chiama le cronache del ghiaccio e del fuoco. Se Jon fosse davvero morto chi seguiremmo sul ghiaccio? Elsa e Anna?

Elsa e Anna

Mettere su una picca la testa di Eddard in prima stagione è stato rivoluzionario dal punto di vista drammaturgico ma, in un certo senso, la sua morte è servita, almeno in parte, ad aumentare il mistero attorno a Jon. La sua morte, a queste condizioni, non serve a nulla se non a farci incazzare. Ovviamente i produttori, gli sceneggiatori, il cast e tutti quelli che hanno fiato per parlare sono obbligati a dire frasi criptiche tipo i morti sono morti o valar morghulis o eh già, ho tagliato i capelli.

Solo Sansone aveva motivo di essere così indissolubilmente legato ai propri capelli, nessun altro.

Quindi.

Jon non è morto. Jon, come Aurora, sta solo riposando. 

Tenteranno di bruciare il suo corpo ma falliranno. E allora capiranno chi hanno per le mani.

Arriveranno orde di principesse e si metteranno in fila per baciarlo e rimetterlo in sesto. (Neo non è forse stato riportato in vita dal bacio di Trinity?)

Arriverà quella schifosa di Melisandre che finalmente farà qualcosa di utile.

Arriverà la Fratellanza senza Vessilli e quel tizio guercio gli insegnerà l’arte della resurrezione in pochi semplici step.

Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era di Jon arriverà al crollo. Ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo.

Raffaella Persichella, dopo la quinta serata di 8×8

C’era una volta un mio racconto e c’erano, poi, alcune domande a cui rispondere…

Dentro il cerchio

Raffaella Persichella quinta serata 8x8

Come è andata?
Meglio di quel che sembra: il mio racconto nasceva come soggetto per un cortometraggio e mi sono sentita dire che sembrava l’inizio di un film, quindi… Qualcuno ha anche ipotizzato che si trattasse dell’inizio di una storia più lunga: un errore per un racconto di sole ottomila battute, ma pensare di avere nelle gambe la potenzialità per percorrere una strada più lunga non è male.

L’esperienza di lettura aggiunge o toglie al tuo racconto?
Credo che scrivere appositamente per l’oralità cambi un po’ le carte in tavola. Io, come dicevo, ho adattato un prodotto che non era stato scritto per essere letto ad alta voce. In più, almeno per quanto riguarda il pubblico in sala, credo che una buona lettura influisca sul giudizio e non è scontato che un autore sappia anche essere performativo.

Giuria di qualità e giuria popolare. Impressioni
Pensavo che sarei tornata a casa…

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